L’arte di valorizzare il legno era conosciuta fin dall’antichità, dal tempo degli Egizi e dei Persiani. Le tecniche impiegate si sono decisamente evolute da allora, ma la voglia di dare al legno colorazioni particolari e uniche è rimasta anche al giorno d’oggi. Anzi, è più viva che mai! Nell’articolo di oggi vi spieghiamo come si effettua la sbiancatura del legno.
La sbiancatura del legno nasce dalla necessità estetica di ottenere una tonalità più chiara del legno, per creare differenze di colore, giochi di contrasto, oppure schiarire zone in cui il legno risulta essere troppo scuro poiché, ad esempio, ossidato.
Anche se le specie legnose sono davvero tante e coprono una vasta gamma di colori e tonalità, quando applichiamo la finitura renderemo inevitabilmente il legno più scuro poiché in esso introdurremo umidità: in questo caso è possibile sbiancarlo prima, partendo così da una base più chiara.
La sbiancatura non garantisce sempre gli stessi risultati e uniformità sul legno: per questo motivo dobbiamo sempre provare il risultato di un pezzo di legno di scarto assicurandoci che il risultato sia quello che desideriamo.
Le tecniche utilizzate per questo scopo sono tutte di origine chimica, inclusi naturalmente alcuni prodotti commerciali pronti all’uso. A volte, anche la bollitura del legno in semplice acqua produrrà una leggera schiaritura, tuttavia, una lunga bollitura rovina il legno poiché sfilaccia la sua fibra.
I migliori risultati si ottengono utilizzando insieme:
- – acqua ossigenata ad alta concentrazione,
- – ammoniaca.
Questa soluzione è molto efficace poiché sbianca molto, non rovina la fibra del legno e garantisce un risultato quasi immediato.
La concentrazione di acqua ossigenata si esprime in volumi: quella che, molto probabilmente, abbiamo in casa per uso medico ha una concentrazione attorno ai 10-12 volumi e non è adeguata per i nostri scopi, per i quali avremo invece bisogno di concentrazioni non inferiori ai 60 volumi, l’ideale sarebbe quella a 130 volumi poiché più aggressiva e quindi efficace.
Attenzione! L’acqua ossigenata ad alte concentrazioni è fortemente caustica, produce ustioni o irritazioni alla pelle, alle mucose nasali e agli occhi. Devono essere prese tutte le precauzioni possibili per evitare il contatto, indossando equipaggiamento di protezione personale quale guanti per uso chimico, occhiali di protezione e maschera per la protezione dei vapori con filtraggio adeguato. Bisogna inoltre operare in luoghi molto areati, possibilmente all’aperto, e preparare la minore quantità di soluzione possibile.
Il processo di sbiancatura prevede una soluzione composta da circa il 95% di acqua ossigenata ad alta concentrazione e il rimanente 5% di pura ammoniaca. A seconda dell’effetto che vogliamo ottenere potrebbe essere necessaria soltanto l’acqua ossigenata: in questo caso la sbiancatura sarà più leggera e meno evidente; al contrario, facendo reagire una soluzione basica come l’acqua ossigenata con l’ammoniaca otterremo un risultato più marcato e quasi immediato.
Preparata la soluzione in un recipiente di alluminio noteremo dopo pochi secondi che l’ammoniaca reagirà con l’acqua ossigenata creando piccole bollicine. Durante questa fase si sviluppano fumi e vapori nocivi ai polmoni, quindi ribadiamo l’importanza dell’utilizzo di una maschera anti-gas con opportuno sistema di filtraggio.
Utilizzando un pennello con setole sintetiche si pennella con attenzione la soluzione sul legno asciutto, lungo l’intera superficie o solo nelle aree che vogliamo schiarire nel caso desideriamo uno sbiancamento parziale. Lasciamo agire qualche minuto e strofiniamo energicamente con un panno di cotone oppure con paglia di acciaio. Ripetiamo questa operazione fino al raggiungimento del risultato che desideriamo e ripuliamo infine il legno con alcool e acqua abbondante.

