Quando ci apprestiamo a realizzare un progetto con il legno, grande o piccolo che sia, una fase molto importante è quella della misurazione. Spesso, infatti, può succedere di incappare in errori con una conseguente ed inevitabile perdita di tempo e soldi, nel caso il pezzo sia irrecuperabile e debba essere rifatto. In questo articolo vi spieghiamo come ridurre al minimo le variabili di errore e come effettuare al meglio le misurazioni del legno.
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1. La precisione costa
In commercio possiamo trovare strumenti di misurazione molto accurati e costosi, ed altri, che svolgono la stessa funzione, dal basso o bassissimo costo, che certamente ci invogliano all’acquisto. Un attrezzo indispensabile in un laboratorio del legno è la cosiddetta “squadra a L” per impostare o verificare la squadratura a 90°, meglio conosciuta come squadra da ingegnere.
Il suo prezzo in commercio varia da pochi Euro ad oltre 100, a seconda della dimensione e, appunto, la sua precisione. Conviene investire molto denaro in attrezzatura di precisione? Non sempre, sebbene sia ovviamente una scelta da preferire se disponiamo di un budget che ci permetta di farlo. Il giusto approccio sarebbe quello di considerare la misurazione come soltanto uno degli aspetti legati alla lavorazione del legno.
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2. Misurare meno possibile ma farlo due volte
Sembra una banalità, ma non è un concetto così scontato. Siamo esseri umani, e prima dell’errore dello strumento bisogna considerare il nostro. In un progetto complesso, grande o piccolo che sia, potremmo effettuare molte decine di misurazioni, e, anche un banale errore di lettura è possibile!
Ogni volta che misuriamo introduciamo un errore, in difetto o in eccesso, alla misura stessa e questi errori, sommandosi, potrebbero portare a risultati imprevisti. Meglio, quindi, evitare di effettuare misurazioni quando è possibile: se dobbiamo tagliare più pezzi della stessa lunghezza, prendiamo la misura soltanto del primo, che utilizzeremo come riferimento per i successivi. Controlliamo sempre due volte la misurazione presa!
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3. Verificare sempre l’accuratezza degli strumenti
Squadre, righe, righelli e metri flessibili non sempre sono accurati allo stesso modo: per questo motivo vanno comparati fra di loro.
Per verificare l’accuratezza di una squadra basta segnare l’angolo di 90° utilizzando un lato della riga, poi farla ruotare di 180° e verificare che il nuovo angolo coincida perfettamente con quello che abbiamo ricavato prima, ovvero che la nuova linea si sovrapponga perfettamente a quella presa precedentemente.
Per righe, righelli e metri, bisogna accostare le estremità ad una superficie piana e verificare che le letture dei centimetri corrispondano fra di loro.
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4. Cercare di utilizzare lo stesso strumento per ogni lavoro
Questa regola è una conseguenza della precedente, poiché è probabile che possiamo avere accuratezze diverse per i nostri strumenti, quindi misure non omogenee.
È preferibile, infatti, avere un errore comune a tutte le misurazioni piuttosto che avere errori diversi.
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5. Evitare calcoli
Anche i calcoli possono indurci all’errore. Ci sono tuttavia molte tecniche che ci permettono di evitare di utilizzarli per effettuare le misurazioni.
Se vogliamo dividere in parti uguali la superficie di una tavola, possiamo utilizzare ad esempio una riga: la disponiamo lungo una diagonale di lunghezza facilmente divisibile per il numero delle parti in cui la vogliamo dividere, e prendiamo il segno corrispondente ad ogni multiplo. Anche un compasso a due punte, o divisore, permettono di ottenere molte misurazioni evitando di effettuare i calcoli.
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6. Considerare lo spessore della lama e della matita
È l’errore più comune quando si realizzano gli incastri. La matita ha uno spessore, così come la lama: non considerarlo comporterà quasi sicuramente un incastro debole oppure troppo stretto. Quest’ultima condizione è da preferire poiché può essere corretta, mentre un incastro tagliato largo non ha quasi mai possibilità di essere corretto, con la conseguenza di dover rifare uno dei due pezzi.
Al posto della matita è preferibile usare un coltello tracciante, molto più accurato essendo più sottile rispetto alla matita, la quale, però, ha il vantaggio di lasciare un segno che può essere facilmente cancellato.
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7. L’errore si amplifica con la distanza
Un solo grado di differenza in più o in meno sulla distanza di un metro comporta un errore di circa 1,8 cm, chiaramente visibile ad occhio umano, ed inammissibile per un lavoro di qualità. Lunghezze maggiori implicano di conseguenza accuratezze migliori, e la necessità di essere disposti ad investire di più per l’attrezzatura.
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8. Prediligere strumenti adatti
Esistono attrezzi che ci permettono di poter prendere una misurazione con molta facilità e riducendo quindi al minimo la possibilità di errore.
E’ il caso, ad esempio, del truschini per legno, molto utili per misurare gli incastri, che tracciano una linea di marcatura perfettamente parallela alla sponda di riferimento, o come la squadra combinata, che permette di ricavare con facilità gli angoli a 45° e 90°, la falsa squadra, che serve per determinare l’angolo interno o esterno di due superfici, ed i calibri, utilizzati per determinare con precisione spessori o misure interne.
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9. Non fidarsi della misura altrui
Quando si acquistano semilavorati in legno, tavole o pannelli ad esempio, verificate sempre l’accuratezza del taglio, poiché non è sempre detto che sia migliore di quella che possiamo realizzare noi!
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10. Meglio sovrastimare che tagliare corto
Una misura abbondante può sempre essere corretta, una scarsa molto probabilmente no.
A volte, questa pratica viene eseguita di proposito, ad esempio, quando c’è la necessità di realizzare due o più sagome dalle forme irregolari.
La misurazione non può essere considerata soltanto come fase antecedente il taglio, quanto un aspetto integrante durante tutta la lavorazione. Il legno ci permette comunque un piccolo margine di tolleranza all’errore, purché questo sia minimo e non pregiudichi altri aspetti tecnici, ad esempio l’incollaggio oppure gli incastri, dove invece la precisione deve essere massima.

